HIROSHI SHIRAI


Hiroshi Shirai è il Maestro giapponese che ha contribuito maggiormente allo sviluppo del Karate nel nostro paese diffondendo lo stile Shotokan in tutta Italia, portandolo a livelli altissimi. Prima di lui operavano in Italia altri personaggi: Wladimiro Malatesti, il primo pioniere che invitò il M° Murakami nel nostro paese; Augusto basile che nei primissimi anni ’60 girava tra Londra e Parigi per apprendere l’arte di Okinawa; il M° Nanbu che nel 1964 fece una spettacolare esibizione di Karate Shito Ryu al Palalido di Milano; Roberto Fassi, l’artefice dell’arrivo del M° Shirai in Italia.

Ma è solo con l’arrivo di questo Maestro giapponese, ai tempi sconosciuto ai più (siamo nel 1965) che lo sviluppo del karate italiano subisce una brusca impennata: il nostro Paese diviene in breve una potenza internazionale e, a partire dal 1967, gli allievi del M° Shirai vinceranno sui tatami di tutto il mondo.

La biografia del M° Shirai dice che è nato il 31 luglio del 1937 a Nagasaki da una famiglia di agricoltori. Si iscrisse all’università buddista di Komazawa per laurearsi, secondo alcuni, in geografia economica, secondo altri, in geologia; ma questo ha poca importanza. Ciò che veramente importa è invece il fatto che il giovane Shirai inizia la pratica del Karate a 18 anni sotto la guida del Maestro Nishiyama e dopo soli quattro anni era già un formidabile combattente: vinse due volte di seguito (1962 e 1963) il campionato giapponese targato JKA. Quello stesso anno consegue la qualifica di Maestro sotto la guida di Kase Sensei.

 

Nel febbraio del 1965 arriva in Europa assieme ai Maestri Kase, Kanazawa e Enoeda con lo scopo di diffondere il Karate Shotokan. Nell’ottobre dello stesso anno si stabilisce definitivamente in Italia, a Milano, dove Roberto Fassi gli propone un contratto di sei mesi per insegnare al “Jigoro Kano”. Doveva essere un impegno temporaneo; si rivela invece l’inizio di una grande avventura.
Il Karate del M° Shirai agli inizi è duro, durissimo. Ma i suoi primi allievi sono a loro volta altrettanto eccezionali: solo così si può spiegare l’improvvisa impennata del karate italiano che diviene il dominatore della scena mondiale, secondo soltanto allo squadrone giapponese. L’attività del primo gruppo del M° Shirai si svolge sotto l’egida dell’Associazione Italiana Karate (AIK). Poi arrivano le scissioni e da queste separazioni nasce la Fesika, un fenomeno che non trova riscontro in nessuna altra parte del mondo e che da un’idea precisa delle qualità organizzative e carismatiche del M° Shirai. Per i sette anni della sua esistenza la Fesika, con i suoi 30.000 iscritti,  primeggia in campo europeo e mondiale.

Negli anni successivi, lo smembramento dell’AIK, la caduta della Fesika, lo sgretolarsi di strutture collaudate, la nascita della Fikteda e le frizioni con la Fitak sono tutti avvenimenti che vengono attribuiti, a torto o a ragione, a lui. Una macchina perfetta, improvvisamente, si sgretolò.
Nonostante tutto però il M° Shirai ha continuato per la sua strada. Nel Novembre del 1989 insieme ad un gruppo di Maestri e futuri dirigenti fonda la F.I.K.T.A. ( Federazione Italiana Karate Tradizionale e Discipline Affini) di cui è attualmente Direttore Tecnico.
Nel 2011 riceve una delle più alte onorificenze concesse dal Ministro degli Affari Esteri nipponico e, sempre nello stesso anno, per mano del Presidente Prof. Achilli riceve il 10° Dan.

Se è vero che, dai tempi della Fesika, se molti allievi delusi lo avevano abbandonato, tanti gli sono rimasti fedeli.
Per loro, ancora oggi, il Maestro è il Maestro.



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